Nell’età dell’informazione assumono sempre maggiore rilevanza la conoscenza, la cultura e la loro dimensione simbolica.
Da sempre l'Arte ha infatti fornito chiavi di lettura originali della realtà, in grado di destabilizzare le visioni preconcette e le informazioni standard dei mass media.
L’esigenza di conoscenza della storia, della cultura e del presente tende quindi a superare i consueti canali di informazione per indirizzarsi, in modo anche inedito, all’esperienza culturale.
Aumentano di conseguenza le responsabilità delle istituzioni, chiamate a favorire lo sviluppo di una coscienza e di una civiltà planetaria e al contempo tenere vivi i legami identitari all’interno delle comunità locali, garantendo momenti di discontinuità e prospettive di emancipazione rispetto ai processi di omogeneizzazione linguistica e culturale in atto; si innovano i loro strumenti, che si adeguano allo spazio assunto dalle nuove tecnologie nella società dell'informazione; si disegnano soprattutto nuovi campi di azione, risultando evidente che l'importanza degli investimenti in arte e cultura per le politiche di sviluppo e di integrazione sociale, porta le istituzioni, tradizionalmente legate a un approccio di tipo prevalentemente conservativo e amministrativo, ad avviare un processo effettivo di riordino economico – gestionale.
La modernizzazione delle istituzioni dell’arte e della cultura non deve però fare dimenticare che le risorse culturali non possono essere gestite con le prospettive di mercato proprie dell’economia classica perché, in quanto beni non riproducibili o solo parzialmente riproducibili, non si possono trattare secondo la pura logica della domanda e dell’offerta. Il che vale anche per un settore, quello dell'arte contemporanea, dove l'intervento pubblico in un campo tradizionalmente occupato dall'autonomia privata deve essere ancorato ad ambiti ben precisi, per non rischiare di risolversi in una turbativa del mercato e, sotto altro e diverso profilo, in una limitazione della libera creatività artistica.
Come sempre quando si parla di cultura e di pubblici poteri, ciò che si richiede è la conoscenza del territorio, dei suoi problemi e delle sue vere necessità.
E' per questo motivo sin da quando si è dato avvio al Museo Regionale di Arte Contemporanea, si è voluto dare massimo risalto al fatto che questa istituzione ha e deve mantenere un forte rapporto con tutte le realtà siciliane dove si producono arte e cultura. L'identità del Museo nasce e si sviluppa intorno alla nuova sensibilità artistica in Sicilia, della quale esso deve essere la finestra istituzionale. Occorre quindi che il Museo sia consapevole delle dinamiche presenti in questo comparto, la cui forte vitalità è destinata a crescere e che deve essere la linfa della nuova istituzione e il collante di un quadro di rapporti di rete tali da garantire efficienza, trasparenza e qualità alle azioni costruite sull'asse Museo regionale – soggetti locali.
Per questo è nata l'Isola del Contemporaneo.
Il primo mattone di questa costruzione, la sua pietra angolare, è infatti questo censimento dei luoghi del contemporaneo, che presenta sul sito web del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e Ambientali una dettagliata ricostruzione della ricchezza, varietà e profondità delle realtà presenti in Sicilia. Il linguaggio informatico, la possibilità di implementare la ricerca e aggiornarla in progress non sono soltanto degli importanti benefits, ma una precisa esigenza di un settore in costante evoluzione, che testimonia il fatto che la Sicilia, terra come poche capace di sorprendere in positivo, è legata alle sue radici e alle sue imponenti memorie, ma è anche, e vuole sempre più diventare, l'Isola del Contemporaneo, un laboratorio vivo che si offre anche sotto questo profilo all'attenzione del mondo.
On.Nicola Leanza
Assessore Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione